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Matrimonio in comune – due sposi si tengono per mano

Documenti e iter burocratico: come affrontare al meglio il matrimonio

Due sposi firmano il certificato di nozze

L‘attesa per il grande giorno sale e la data prescelta si avvicina sempre di più. Anche se avete già iniziato a pensare ad abito e ricevimento, ci sono alcuni aspetti burocrati di cui dovete assolutamente occuparvi. Quali documenti vi servono per le pubblicazioni di matrimonio? E qual è l‘iter burocratico da seguire? Qui trovate tutte le informazioni relative al matrimonio con rito civile e religioso, e le specificità delle nozze celebrate all’estero. Per avere una panoramica chiara ed evitare di dimenticare qualcosa, abbiamo preparato per voi una comoda checklist da scaricare in formato PDF.

Curiosità

Alcune date, come il 09.09.2019, sono particolarmente amate dai futuri sposi. Se non volete rischiare di dover cambiare i vostri progetti, accordatevi il prima possibile con l’Ufficio di Stato Civile.

L‘attesa per il grande giorno sale e la data prescelta si avvicina sempre di più. Anche se avete già iniziato a pensare ad abito e ricevimento, ci sono alcuni aspetti burocrati di cui dovete assolutamente occuparvi. Quali documenti vi servono per le pubblicazioni di matrimonio? E qual è l‘iter burocratico da seguire? Qui trovate tutte le informazioni relative al matrimonio con rito civile e religioso, e le specificità delle nozze celebrate all’estero. Per avere una panoramica chiara ed evitare di dimenticare qualcosa, abbiamo preparato per voi una comoda checklist da scaricare in formato PDF.

Curiosità

Alcune date, come il 09.09.2019, sono particolarmente amate dai futuri sposi. Se non volete rischiare di dover cambiare i vostri progetti, accordatevi il prima possibile con l’Ufficio di Stato Civile.

La giurisprudenza italiana non riconosce invece i contratti prematrimoniali. Con questo termine si fa riferimento a tutti quei tipi di contratto che disciplinano i rapporti patrimoniali tra due coniugi. L‘articolo 162 c.c. riconosce invece la possibilità di scegliere tra comunione o separazione dei beni. Nel primo caso, tutti gli acquisti che effettuerete durante il matrimonio, saranno considerati proprietà di entrambi, con una divisione al 50% (anche in caso di separazione dei beni dopo il divorzio). Nel secondo caso, invece, sarete proprietari solo di quello che avete acquistato con i vostri soldi.[1]

Se avete deciso di celebrare unicamente le nozze civili, rinunciando al rito religioso, dovrete pensare ad un abito adatto alla situazione. Come per il matrimonio in chiesa, anche qui valgono delle regole a cui è bene attenersi. Per prima cosa, l‘abito da indossare varia a seconda che si tratti del primo matrimonio o di seconde nozze. La scelta dello sposo dovrebbe ricadere su un classico completo da uomo, mentre per la sposa ci sono maggiori abiti e stili tra cui scegliere. Nella nostra guida all‘abito da sposa troverete consigli e spunti a cui ispirarvi.

Documenti per il matrimonio civile

Anche se può sembrare poco romantico, il matrimonio civile non è altro che un atto burocratico.
Quindi, procediamo per gradi. Per prima cosa dovrete presentare una richiesta di pubblicazioni presso l’Ufficio di Stato Civile. È sempre meglio rivolgersi al proprio comune di residenza, per sapere quali documenti sono necessari per l’avvio dell’iter. In alcune città è obbligatorio fissare un appuntamento, spesso prenotabile online. A prescindere dai casi specifici, vi servirà un documento di identità valido. La legge Bassanini del 1997 ha estremamente semplificato la procedura per la richiesta delle pubblicazioni. Grazie all’introduzione dell’autocertificazione, agli sposi viene semplicemente richiesto di compilare un modulo in cui inserire una serie di informazioni personali. Al resto ci penseranno gli impiegati del comune.

Informazioni necessarie per l‘autocertificazione:

  • Dati personali (data e luogo di nascita)
  • Numero del documento di identità
  • Residenza
  • Stato civile
  • Titolo di studio
  • Professione
  • Tipo di attività
  • Cittadinanza
  • Residenza dopo il matrimonio

Per il disbrigo delle pratiche, i comuni richiedono una marca da bollo da 16 euro. Nel caso uno dei due sposi abbia residenza in un comune diverso, dovrete presentare due marche da bollo.
Una volta effettuati tutti i controlli, il comune procede con le vere e proprie pubblicazioni sull’albo online. Per legge, le pubblicazioni devono rimanere affisse per un minimo di 8 giorni consecutivi.

Se avete deciso di sposarvi in un comune diverso da quello di residenza, dovrete comunque avanzare una richiesta di pubblicazioni nel comune dove abitate e poi richiedere una delega da presentare al comune dove si celebreranno le nozze.

Se invece uno dei due coniugi non è in possesso della cittadinanza italiana, viene rimessa agli sposi la decisione se celebrare le nozze secondo la legge del proprio paese di provenienza, o seguendo la legge italiana. Nel primo caso, il matrimonio va celebrato presso un’autorità diplomatica o consolare. Nel secondo caso, la legge italiana opera un’ulteriore distinzione tra cittadini residenti e non residenti. I primi devono procedere con la richiesta per le pubblicazioni, esattamente come i cittadini italiani. Ai secondi viene invece richiesta una sorta di autocertificazione, in cui dichiarano che non sussistono impedimenti alle nozze.

Documenti necessari per il matrimonio di cittadini stranieri:

  • Documento d’identità valido sul piano internazionale
  • Certificato di nascita
  • Nulla osta, da richiedere nel Paese di provenienza

Ricordate sempre che ci potrebbero essere piccole variazioni, da un comune all’altro. Il nostro consiglio è di fissare un appuntamento con l’ufficio comunale in cui avete la residenza e di chiarire tutti gli aspetti burocratici. Per evitare brutte sorprese ed evitare che il budget che vi siete prefissati lieviti improvvisamente, informatevi su tutti gli eventuali costi che dovrete sostenere. Ad esempio, per le traduzioni e la legalizzazione dei documenti.

Dopo il matrimonio

Il Codice Civile italiano non prevede che le donne sposate cambino il loro cognome dopo il matrimonio. L’articolo 143 bis, nato dopo le riforme del ’75 sulla scia dell’emancipazione femminile, riconosce il diritto/dovere di aggiungere il cognome del marito a quello da nubile. In ogni caso, la scelta o meno di aggiungere il secondo cognome non ha alcun risvolto di carattere amministrativo. Su carta di identità, passaporto, patente e altri tipi di documenti e atti ufficiali, non verrà comunque riportato il cognome da coniugati. [2]Si tratta in realtà di una decisione personale, legata alla volontà di sottolineare l’inizio di una nuova fase della propria vita, e ha quindi una motivazione sentimentale e non legale. Il cambio di cognome, invece, è una procedura lunga e difficile, che deve essere supportata da motivazioni valide e seguire un iter che coinvolge il Ministero degli Interni.

Le incombenze burocratiche dopo il matrimonio sono pochissime. La maggior parte dei cambiamenti richiesti e legati al nuovo stato civile e famigliare, viene effettuata in automatico, con la trascrizione del matrimonio. Ricordate comunque di:

  • Ritirare il certificato di nozze in comune (molti comuni lo spediscono per posta)
  • Effettuare il cambio di residenza
  • In base alla scelta patrimoniale effettuate prima delle nozze, rivalutare la gestione finanziaria del nucleo famigliare

Al di fuori di quello che prescrive la legge, molti sposi usano il cognome del coniuge per quello che riguarda la vita privata. Perché, ad esempio, non modificare il vostro indirizzo email? In questo caso, ricordate di mandare un’email a tutti i vostri contatti, per avvertirli del cambiamento. Sarà anche un ottimo modo per mandare una foto del matrimonio e comunicare, anche a chi non ha partecipato alle nozze, che vi siete sposati.

La nostra checklist dedicata agli aspetti burocratici del matrimonio vi aiuterà a gestire tutte le fasi dell’organizzazione, permettendovi di tenere sempre tutto sotto controllo ed evitare di dimenticare documenti e scadenze.

Un aspetto più piacevole, a cui pensare dopo la celebrazione delle nozze, è la luna di miele. Inutile dire che questo punto va affrontato molto prima del matrimonio: destinazione, durata e tipo di viaggio vanno decisi il prima possibile. La legge italiana dà diritto al cosiddetto congedo matrimoniale. Si tratta di un permesso di 15 giorni che viene riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti che si sposano o celebrano un’unione civile. Il congedo va di norma preso subito dopo il matrimonio. Se come spesso accade, vi sposate di sabato o domenica, la vostra luna di miele inizierà lunedì. Ci sono ovviamente eccezioni, che vanno però discusse con il datore di lavoro e che dipendono da decisioni personali, non previste dalla legge. Non potete invece usufruire del congedo in diversi periodi dell’anno: i quindici giorni devono essere consecutivi. Durante queste due settimane, riceverete la normale retribuzione, come se foste al lavoro. [3]

Il matrimonio in chiesa

L’Italia è un paese di tradizione cattolica e quando si pensa al matrimonio, si pensa subito alla cerimonia celebrata in chiesa. Il rito religioso non è una moda degli ultimi anni e trova le sue radici addirittura nel Medioevo. Nel 1215, Papa Innocenzo III introduce la pratica del matrimonio religioso e due secoli dopo, in pieno Rinascimento, la Chiesa riconosce questo rito come uno dei sette sacramenti.

Il matrimonio religioso non ha, di per sé, alcun valore legale. Per questo si parla di solito di matrimonio concordatario. I Patti Lateranensi stipulati a inizio Novecento tra Stato e Chiesa hanno portato ad un riconoscimento giuridico delle celebrazioni avvenute in chiesa, a condizione che venga rispettata una serie di regole e parametri.

Dopo la celebrazione delle nozze, sarà il parroco ad occuparsi di trasmettere l’atto di matrimonio, procedendo così alla trascrizione nel registro civile e riconoscendone il valore legale.

Il matrimonio in chiesa prevede di solito una cerimonia più impegnativa rispetto a quella svolta in comune. Qui vanno decisi letture, accompagnamento musicale, fiori e decorazioni per la chiesa. Quindi, sbrigati gli aspetti strettamente burocratici, fissate un appuntamento con il parroco e chiarite con lui quali sono le regole a cui dovrete attenervi. Non sempre la chiesa può essere addobbata in anticipo e sempre più chiese vietano il tradizionale lancio del riso all’uscita degli sposi. Alcuni parroci impongono anche un dress code per la cerimonia in chiesa, vietando i modelli troppo scollati e inadatti ad un luogo di culto. Per evitare delusioni o discussioni con il parroco, cercate di chiarire nei minimi dettagli quali sono le vostre aspettative.

Matrimonio in chiesa

Prima del matrimonio in chiesa, i futuri sposi devono seguire il cosiddetto corso prematrimoniale. Durante questi incontri, le giovani coppie di sposi vengono guidate in un percorso che li porterà a creare un nuovo nucleo famigliare. Oltre al parroco, spesso partecipano al corso coppie già sposate, che condividono la loro esperienza e consigliano i futuri sposi.

Il matrimonio viene considerato un sacramento dalla chiesa italiana e poggia su una serie di valori, tra cui:

  • L‘indissolubilità del matrimonio
  • La volontà di avere figli
  • La promessa di educare i figli secondo la fede cattolica
Check

Il numero di matrimoni è in costante calo in Italia. In dieci anni si è registrata una diminuzione del 17%. Cambiano anche le tradizioni: quasi una coppia su due preferisce il rito civile.

Documenti necessari per il matrimonio in chiesa

I documenti necessari per il matrimonio concordatario si dividono i civili e religiosi. Per quanto riguarda i primi, vale lo stesso iter richiesto per le pubblicazioni. In questa fase non c’è alcuna differenza con il matrimonio civile di cui abbiamo parlato sopra. Tempi e documenti necessari sono gli stessi. L’unica novità riguarda il certificato contestuale, da ritirare presso l’ufficio anagrafe, in cui sono riportate tutte le informazioni personali che serviranno al parroco (età, residenza, cittadinanza, stato civile e di famiglia)

Per quanto riguarda i documenti religiosi:

  • Certificato di Battesimo
  • Certificato di Cresima
  • Certificato di „Stato libero ecclesiastico”, in cui si attesta che non avete già contratto matrimonio. In generale è sufficiente un giuramento davanti al parroco
  • Attestato di partecipazione al corso prematrimoniale
  • Nulla osta, solo nel caso vogliate celebrare le nozze in un comune in cui non avete la residenza o in una parrocchia diversa dalla vostra

Sposarsi all‘estero

Sposarsi all’estero – Un matrimonio in riva al mare

Ci sono un’infinità di motivi per cui molte coppie decidono di sposarsi all’estero. Alcuni luoghi sono legati a delle fasi importanti della loro storia d’amore, come la destinazione del primo viaggio insieme o la città dove si sono dichiarati. Altri sposi sentono la necessità di un ritorno alle origini e decidono di sposarsi nel Paese di origine dei propri avi. Per quanto affascinanti, non sempre i matrimoni interculturali sono facili da gestire: bisogna affrontare usi, costumi e tradizioni diverse, a volte contrastanti.

Se il matrimonio viene celebrato nel rispetto delle leggi previste e in presenza di un’autorità riconosciuta, viene considerato automaticamente valido e produce effetti immediati anche nell’ordinamento italiano. In questo caso decade l’obbligo delle pubblicazioni, a meno che siano previste dal Paese in cui vi sposate.

Molti paesi richiedono un certificato di capacità matrimoniale o un nulla osta, che potrete facilmente richiedere all’Ufficio di Stato Civile del vostro comune di residenza. Una volta celebrate le nozze, dovrete procedere con la legalizzazione del vostro atto di matrimonio, che andrà prima tradotto e poi legalizzato. Questo compito e i relativi costi sono a carico degli sposi. Alcuni Pasi, con cui l’Italia ha stipulato una convenzione, prevedono atti matrimoniali plurilingue e non richiedono alcuna traduzione o legalizzazione. Informatevi se la vostra scelta rientra in questa convenzione.

È importante che vi informiate sulle forme e le procedure in vigore nel Pese in cui intendete sposarvi. In questo caso potrebbe essere d’aiuto rivolgersi ad un professionista del settore, specializzato in cerimonie all’estero. Oltre agli aspetti legali e ai documenti necessari, non sottovalutate l’aspetto legato alla lingua. Informatevi per tempo se è richiesta la presenza di un interprete durante la cerimonia.

Suggerimento

Iniziate il prima possibile ad organizzare le vostre nozze. Serve tempo per reperire i documenti e sbrigare tutte le faccende burocratiche richieste. Soprattutto se volete sposarvi all’estero.

Documenti per il matrimonio all’estero

Per sapere quali documenti sono necessari per il matrimonio all’estero, informatevi presso il consolato italiano o consultate il sito della Farnesina. Anche il vostro comune di residenza può esservi d‘aiuto e fornirvi le informazioni di cui avete bisogno.

Durante l’organizzazione del matrimonio, fatevi aiutare da un interprete riconosciuto per capire quali documenti vengono richiesti. Molti uffici richiedono certificati e documenti con un anticipo di alcune settimane o addirittura mesi. Non dimenticate che avrete bisogno di una copia autenticata di tutti i documenti preparati per le nozze, per richiedere il riconoscimento in Italia.[4]

Possibili documenti che potrebbero essere richiesti per un matrimonio fuori confine

  • Documento di identità valido: carta di identità o passaporto
  • Certificato di nascita /Stato di famiglia
  • Visto o permesso di permanenza temporanea
  • Certificato di residenza
  • Certificato di capacità matrimoniale
  • Certificato di divorzio o di morte del precedente partner
  • Eventuali dati riguardanti i testimoni
  • Legalizzazione dei documenti / Autenticazione della firma

Se il vostro sogno è sempre stato quello di un matrimonio sulla spiaggia, ma siete terrorizzati da tutti gli aspetti burocratici che dovrete affrontare, potete anche organizzare una cerimonia senza effetti legali e poi celebrare un secondo matrimonio in Italia.

Conclusioni

Per quanto il matrimonio rappresenti il coronamento del vostro sogno d’amore, non potete sottrarvi ad una serie di incombenze burocratiche. Giocate in anticipo e prendete subito appuntamento con l’Ufficio di Stato Civile o con il parroco, a seconda del tipo di matrimonio che avete scelto. Potranno aiutarvi ed indicarvi quali sono i documenti necessari per la vostra situazione. La nostra checklist, da scaricare in formato PDF, vi aiuta a non perdere il controllo durante le varie fasi organizzative. Preparare tutti i documenti richiesti per l’espletamento delle questioni burocratiche deve essere una priorità assoluta. Una volta che vi siete lasciati alle spalle le formalità più noiose, potrete iniziare a dedicarvi all’organizzazione vera e propria delle vostre nozze.

Riferimenti bibliografici

[1] https://www.extrabanca.com/extrapeople/come-fare/sposarsi-in-italia/

[2] https://www.notai.it/news/00019834-il-cognome-dei-coniugi-secondo-la-legge-italiana.aspx

[3],[4] http://www.dirittierisposte.it/Schede/Lavoro-e-pensione/Assenze-per-congedi/congedo_matrimoniale_id1108958_art.aspx

Immagini tratte da

istock.com/SbytovaMN

istock.com/Asphotowed

istock.com/Preto_perola