Zero Waste – Guida per vivere in modo sostenibile

Durante la spesa, lo shopping, in cucina, al lavoro o nel tempo libero – in Italia ogni anno si producono circa 500 chilogrammi di rifiuti pro capite, per un totale di 30 milioni di tonnellate in tutto il Paese, di cui solo 18,5 milioni di tonnellate vengono differenziati. Di questi, solo il 50% viene inviato agli impianti di recupero, mentre il resto si accumula inesorabilmente nelle discariche o viene incenerito[1].  L’impatto sull’ambiente è enorme. Tuttavia, grazie alla diffusione di una maggiore consapevolezza ambientale nei cittadini sta crescendo anche la voglia di fare sempre di più e di dare il proprio contributo per salvaguardare il pianeta.

Come funziona lo stile zero waste?

Lo stile zero waste offre una via d’uscita a questo problema. Tutti coloro che vivono secondo i principi di una vita a zero sprechi cercano di ridurre al massimo la produzione di rifiuti, ove possibile. “Zero waste” vuol dire infatti “zero rifiuti”. Non produrre spazzatura suona un po’ come un sogno, quasi irrealizzabile per la maggior parte delle persone. Poiché evitare completamente la produzione di rifiuti sembra un cambiamento drastico e dato che né la società né l’industria sono ancora pronte a questo grande passo, oggi si preferisce utilizzare termini come “low waste” o “less waste”. L’obiettivo rimane comunque quello di produrre zero rifiuti o ridurre al massimo l’accumulo di rifiuti nelle discariche. Lo stile zero waste si basa su cinque semplici principi:   

  1. Rifiutare: non acquistare oggetti di cui non si ha davvero bisogno. L’autocontrollo qui gioca un ruolo fondamentale, ma anche l’intelligenza: pensa per esempio a tutte quelle cose doppie che hai in casa e che potrebbero essere condivise con vicini di casa, amici o familiari.

  2. Ridurre: consumare meno vuol dire buttare via meno. Ciò non si riferisce solo alle cose materiali ma anche al consumo di elettricità, di acqua e all’uso dei mezzi di trasposto privati.

  3. Riusare: molti oggetti possono essere usati per molto tempo. Prendersi cura delle proprie cose vuol dire poterle utilizzare più a lungo! Riparare gli oggetti, prestarli o donarli a qualcuno che può ancora utilizzarli dà loro una seconda vita e riduce lo spreco.

  4. Riciclare: a volte da ciò che crediamo essere solo rifiuti possono essere recuperate importanti materie prime. Per questo, i rifiuti devono essere accuratamente differenziati. Ancora meglio, con l’upcycling si possono trasformare prodotti di scarto in oggetti nuovi e utili!

  5. Compostare: i rifiuti che non possono essere riutilizzati sono nel migliore dei casi compostabili, cioè si biodegradano nel tempo e ritornano a far parte del ciclo naturale.

Le origini del movimento zero waste

Béa Johnson, la fondatrice di questo movimento, abita con la sua famiglia negli Stati Uniti. Dal 2008 vive senza produrre rifiuti, gestisce un blog sullo stile di vita a zero sprechi e ha scritto un libro sulla filosofia zero waste. Seguendo i cinque principi sopra menzionati, lei e la sua famiglia in un anno producono una quantità di rifiuti che entra in un barattolo per le conserve. Secondo Johnson, molte persone si scoraggiano facilmente perché credono che una vita senza rifiuti sia piena di sacrifici e richieda molto tempo ed energie. In realtà, non è proprio così. Impegnarsi nel perseguire questo stile di vita, riducendo al massimo gli sprechi e creando in casa i propri prodotti, è davvero lodevole, oltre che sostenibile. Johnson sottolinea però che per alcune persone, in particolare per le famiglie, queste pratiche sono difficili da applicare. Diventa più facile se si comprano prodotti non confezionati e non lavorati (quindi riutilizzabili). In questo modo, non solo si risparmiano tempo e denaro ma si protegge anche l’ambiente e la salute.

Attenzione.Ogni persona ingerisce fino a cinque grammi di microplastica a settimana[2]. Riducendo i rifiuti in plastica ed evitando i prodotti imballati, potrai ridurre notevolmente questo valore[3]!

Attenzione.Ogni persona ingerisce fino a cinque grammi di microplastica a settimana[2]. Riducendo i rifiuti in plastica ed evitando i prodotti imballati, potrai ridurre notevolmente questo valore[3]!

L’obiettivo del movimento zero waste è di sviluppare un modello di economia circolare esteso a tutta la società. Al momento, la nostra economia è ancora di tipo lineare. Le materie prime vengono trasformate in prodotti che, una volta utilizzati, vengono buttati via. Ciò vuol dire che la loro vita non continua in modo ciclico, ma termina nelle discariche, inquinando il nostro ambiente e il nostro clima. In un’economia circolare, invece, le materie prime al termine del loro ciclo di vita diventano di nuovo parte del ciclo naturale e possono quindi essere riutilizzate all’infinito. Questo modo di produrre permette quindi di preservare le risorse naturali presenti sulla terra. Per saperne di più sull’economia circolare, leggi il nostro articolo sul Cradle to Cradle.

Il movimento zero waste non solo si propone di evitare la produzione di rifiuti, ma anche di cambiare la società, iniziando direttamente dalle nostre abitudini in casa. Analizzare il proprio comportamento di consumo è il primo passo. Spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quanti rifiuti produciamo al giorno. Lo scopo di questa guida è quello di aiutarti ad esaminare il tuo comportamento e darti delle idee su quando e dove è possibile evitare sprechi nella tua quotidianità. I motti sono: “Prodotti riutilizzabili invece dell’usa e getta” e “Fai da te invece di compare”. Con semplici rimedi casalinghi, consigli e trucchi, si possono ridurre molti imballaggi e rifiuti nella vita di ogni giorno, proteggendo non solo l’ambiente ma anche il portafoglio.

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Alimenti in confezioni riutilizzabili.

Zero waste: come ridurre i rifiuti nella vita quotidiana

Evitare i rifiuti derivanti dagli imballaggi e seguire uno stile di vita più sostenibile sta diventando una priorità crescente per molte persone. Ognuno di noi produce davvero tanti rifiuti in un giorno, esattamente più di un chilo. Le possibilità e i modi per condurre uno stile di vita più sostenibile dal punto di vista ambientale sono davvero molti e vantaggiosi, tanto per le persone quanto per la natura. Non si tratta tuttavia di un cambiamento drastico. Ti mostriamo dove e come ridurre sensibilmente i rifiuti da imballaggio in più momenti della tua vita quotidiana e fare dei piccoli passi verso uno stile di vita zero waste.

Suggerimento.La fabbricazione di prodotti di plastica monouso, come cannucce o bicchieri, è stata vietata dal Parlamento Europeo a partire dal 3 luglio 2021[4]. La decisione degli Stati membri dell’UE segna un passo importante verso un’economia circolare!

Suggerimento.La fabbricazione di prodotti di plastica monouso, come cannucce o bicchieri, è stata vietata dal Parlamento Europeo a partire dal 3 luglio 2021[4]. La decisione degli Stati membri dell’UE segna un passo importante verso un’economia circolare!

Kit da cucito per i panni multiuso DIY: tessuti, forbici, filo, metro e righello.

Riciclo creativo: creare panni multiuso da vecchi vestiti

Ogni giorno, soprattutto in bagno e in cucina, si producono tantissimi rifiuti. Prodotti come salviette struccanti, salviettine umidificate e simili finiscono di solito nel cestino dopo un solo utilizzo. Ma ecco una soluzione facile e sostenibile: dai vecchi tessuti o dai capi inutilizzati quali magliette, asciugamani o camicie, puoi creare dei dischetti struccanti lavabili o delle salviette detergenti per bambini. Dopo l’uso, non devi far altro che lavare le salviette a mano o metterle in lavatrice. In questa guida sull’upcycling, troverai informazioni sui tessuti e le loro proprietà, oltre alle istruzioni di cucito passo dopo passo. Rendi la tua casa più sostenibile in poche mosse.

Kit da cucito per i panni multiuso DIY: tessuti, formici, filo, metro e righello.
Arte del riciclo: sacchetto portavivande da una vecchia giacca impermeabile.

Upcycling: la borsa portapranzo DIY da una vecchia giacca a vento

Tutti noi siamo circondati da prodotti usa e getta, dai rotoli da cucina ai dischetti in cotone. Questi sono tutti prodotti che dopo un solo utilizzo si accumulano nelle discariche o vengono inceneriti. L’upcycling è una soluzione sostenibile ed ecologica a questo problema e si basa sulla possibilità di trasformare ciò che è vecchio in qualcosa di nuovo. Zero waste significa infatti non buttare via ciò che non usiamo più. Una vecchia giacca impermeabile, ad esempio, può essere ricucita per creare una borsa per il pane riutilizzabile in pochi semplici passi! La giacca non finisce così in una discarica ma diventa una borsa portavivande personalizzata da viaggio.

Un coperchio per contenitori riciclato fatto da una giacca antivento.

Riciclo in cucina: coperchi per contenitori DIY

La quantità di rifiuti che produciamo in cucina è davvero tanta. La pellicola per alimenti o la carta stagnola dopo l’uso finiscono direttamente nella spazzatura e possono anche rilasciare microplastiche e alluminio negli alimenti con cui vengono a contatto[5]. Il bilancio ecologico della carta stagnola è particolarmente sproporzionato: durante la produzione si usano infatti grandi quantitativi di energia per un oggetto la cui vita termina dopo solo un utilizzo.

Molti di questi prodotti usa e getta in cucina possono essere tuttavia facilmente sostituiti, coprendo perfettamente ciotole o contenitori con coperchi fai da te. Per questo progetto di upcycling è possibile che tu abbia già tutto l’occorrente in casa. Tutto ciò di cui hai bisogno per rendere la tua cucina più sostenibile ed evitare gli sprechi a lungo termine è: un kit da cucito, un vecchio impermeabile e un vestito che non usi più. Con questo tutorial di riciclo creativo, puoi trasformare una giacca a vento in un pratico coperchio per ciotole e contenitori.

Un coperchio per contenitori riciclato fatto da una giacca antivento.
I vestiti ancora in buone condizioni possono essere venduti nei negozi dell’usato.

Donare gli abiti usati in beneficienza

Gli italiani possiedono in media più capi di abbigliamento e più tessili per la casa rispetto agli altri Paesi[6]. Non appena l’armadio diventa troppo pieno, i vestiti vecchi o non più utilizzati vengono in genere smistati ed eliminati. Tutti questi capi e altri tessili possono però essere donati a varie associazioni. Attraverso gli appositi contenitori e le campagne di raccolta, le organizzazioni sostengono numerosi progetti di beneficienza, in Italia e all’estero, e danno una nuova vita ai vestiti inutilizzati. Questo articolo spiega dove e come donare i vestiti inutilizzati ed elenca alcune organizzazioni italiane e internazionali per la donazione dei vestiti.

Check.Diventa un membro della biblioteca della tua città! Avrai sempre accesso a un’enorme selezione di libri senza doverli acquistare. Puoi prendere in prestito molti altri oggetti senza doverli comprare. Per esempio, in alcuni negozi di bricolage puoi noleggiare un trapano o un attrezzo di cui hai bisogno per qualche ora o qualche giorno.

Check.Diventa un membro della biblioteca della tua città! Avrai sempre accesso a un’enorme selezione di libri senza doverli acquistare. Puoi prendere in prestito molti altri oggetti senza doverli comprare. Per esempio, in alcuni negozi di bricolage puoi noleggiare un trapano o un attrezzo di cui hai bisogno per qualche ora o qualche giorno.

Riciclare e smaltire correttamente sono fattori importanti dell’economia circolare.

Cradle to Cradle

Cradle to Cradle è una filosofia di produzione che mira a una completa economia circolare. Una gran parte dei prodotti dopo il loro ciclo di vita di pochi anni o addirittura pochi minuti finisce direttamente nelle discariche o viene incenerita. Nell’economia circolare, si pensa al riciclo del prodotto già dalle prime fasi di produzione. Il prodotto segue quindi un ciclo circolare per cui ogni sua componente viene alla fine riciclata. Questo articolo spiega il significato del Cradle to Cradle, come può essere applicato e dove invece viene già utilizzato.

Riciclare e smaltire correttamente sono fattori importanti dell’economia circolare.

Conclusioni

Sostenibilità e riduzione dei rifiuti sono al giorno d’oggi temi di primaria importanza. Ogni anno più di 10 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono negli oceani e avvelenano gli animali e le piante che vi abitano[7]. Proprio per questo sia la società che la politica stanno cercando di fare un’inversione di marcia. Sempre più persone si impegnano ogni giorno per salvaguardare l’ambiente ed evitare la produzione di rifiuti. Lo stile di vita zero waste offre numerosi modi per ridurre sensibilmente o addirittura evitare la produzione di plastica nella quotidianità. Attraverso le attività di riciclo creativo si può dare una nuova vita ai vecchi indumenti. Ciò che non viene riciclato può essere riutilizzato donandolo a chi ne ha più bisogno. Un approccio orientato al futuro, come lo è la filosofia Cradle to Cradle, mostra come un’economia completamente circolare possa essere possibile.

Un’altra pratica green è quella di resistere all’impulso di utilizzare tutti quei prodotti usa e getta e gli imballaggi di plastica in casa. Zero rifiuti, infine, vuol dire anche preservare le risorse. È meglio quindi consumare i prodotti già aperti e poi sostituirli con un’alternativa più sostenibile e riutilizzabile.

Riferimenti bibliografici:

[1] https://www.isprambiente.gov.it/files2020/area-stampa/comunicati-stampa/rifiuti/comunicato-rif-urbani2020.pdf
(consultato in data 16.03.2021)

[2] https://www.wwf.it/news/notizie/?47800/La-plastica-nella-nostra-dieta
(consultato in data 16.03.2021)

[3] https://www.slowfood.it/6-trucchi-per-mangiare-meno-plastica/
(consultato in data 16.03.2021)

[4] http://www.politicheeuropee.gov.it/it/comunicazione/notizie/ue-stop-plastica-monouso-entro-2021/
(consultato in data 16.03.2021)

[5] https://www.nationalgeographic.it/ambiente/2020/01/la-pellicola-alimenti-inquina-il-pianeta
(consultato in data 16.03.2021)

[6] https://it.fashionnetwork.com/news/Gli-italiani-possiedono-in-media-piu-capi-d-abbigliamento-e-piu-tessili-per-la-casa,1006947.html
(consultato in data 16.03.2021)

[7] https://www.wired.it/attualita/ambiente/2020/12/17/micro-plastica-oceano-fondale-inquinamento/
(consultato in data 16.03.2021)

Immagini tratte da:

iStock.com/monkeybusinessimages

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iStock.com/Radila Radilova

iStock.com/KatarzynaBialasiewicz