Riciclare vestiti usati: i capi in buono stato vengono solitamente venduti per raccogliere fondi per progetti di beneficienza.

Donare i vestiti usati: associazioni di beneficienza che riciclano gli abiti

Chi non ha nel proprio guardaroba abiti che non porta più, di cui non ha più bisogno o che non incontrano più i propri gusti? Qualunque siano le ragioni, spesso questi capi rimangono rinchiusi nel nostro armadio per lungo tempo prima di finire nella spazzatura una volta smistati. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si tratta di vestiti ancora in buono stato e perfettamente riutilizzabili. Esiste però una soluzione più etica e green per i vestiti che non indossi più: donarli in beneficienza.  Con questo semplice ma importante gesto, potrai non solo fare pulizia nell’armadio e donare una nuova vita ai tuoi abiti ma compiere anche una buona azione.

In Italia esistono moltissime organizzazioni specializzate per la raccolta di indumenti destinati alla beneficenza che operano sia a livello nazionale che internazionale. Alcune associazioni, oltre ai vestiti ancora indossabili, ritirano anche tessuti rotti e usurati per riciclarli e trasformarli in nuovi prodotti. Di seguito troverai una lista delle più importanti organizzazioni, sia religiose che laiche, che si occupano di raccogliere abiti usati. Puoi scoprire come funziona la donazione, dove consegnare i vestiti e a quale scopo serviranno.

HUMANA People to People

HUMANA People to People è un’organizzazione umanitaria, politicamente indipendente e laica. Fondata negli anni Settanta in Danimarca, la Federazione Internazionale HUMANA People to People è oggi presente in ben 45 Paesi con 1.200 programmi di sviluppo attivi che portano beneficio a 12 milioni di persone. Questa associazione si impegna a sostenere progetti di sviluppo nel Sud del mondo negli ambiti di istruzione e formazione, aiuto all’infanzia, tutela della salute e agricoltura e sicurezza alimentare.

Le iniziative di Humana People to People sono rese possibili soprattutto grazie alla raccolta di abiti usati. In Italia la raccolta avviene attraverso i 5.600 contenitori, presenti in 1.200 Comuni e chiaramente riconoscibili dalla presenza del logo HUMANA People to People e di tutti i riferimenti dell’organizzazione. Nei contenitori di HUMANA è possibile donare abiti, scarpe e sandali, borse e zaini, accessori d’abbigliamento (come cappelli, cinture, foulard, sciarpe, mantelle), biancheria e tessuti per la casa. È importante inserire tutti questi capi in sacchetti ben chiusi.

Donare abbigliamento usato - Un ragazzo raccoglie gli abiti usati da donare in beneficienza.

I contenitori vengono svuotati regolarmente, a seconda delle specifiche esigenze del territorio e in base alla stagionalità, e i capi raccolti vengono portati nei centri di smistamento. Qui vengono controllati uno per uno e smistati: circa il 65% dei vestiti raccolti è destinato al riutilizzo, cioè per vestire altre persone in Italia e nel mondo. Di questi, i vestiti invernali e una parte dei vestiti estivi in buono stato rimangono in Europa e sono venduti nei negozi solidali di HUMANA (presenti a Roma, Milano, Torino e Bologna) e all’ingrosso. I vestiti estivi vengono inviati in Africa, dove vengono venduti a bassissimo costo alle popolazioni locali. Circa il 25% dei capi donati tuttavia non è riutilizzabile, in quanto troppo usurato, e viene riciclato e trasformato in nuova fibra. Una minima parte (circa il 10 %) è destinata al recupero energetico.

Il ricavato di queste vendite – sia al dettaglio che all’ingrosso - viene successivamente investito in progetti umanitari di sviluppo nel Sud del Mondo, come in Brasile, India, Namibia, Malawi, Angola, Zambia, Zimbabwe e Mozambico.

HUMANA People to People

http://raccoltavestiti.humanaitalia.org/

Suggerimento.Donare i vestiti usati non significa solo dare loro una seconda vita ma anche limitare l’impatto ambientale generato dalla produzione di capi nuovi. Una donazione di abiti dal peso di 50 kg consente di evitare 180 kg di emissioni di CO² e risparmiare 300 000 litri d’acqua[1].

Suggerimento.Donare i vestiti usati non significa solo dare loro una seconda vita ma anche limitare l’impatto ambientale generato dalla produzione di capi nuovi. Una donazione di abiti dal peso di 50 kg consente di evitare 180 kg di emissioni di CO² e risparmiare 300 000 litri d’acqua[1].

Croce Rossa Italiana

L’Associazione della Croce Rossa Italiana è un’organizzazione di volontariato che si prefigge lo scopo di fornire assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto. La CRI, sezione operante nel territorio italiano, fa parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa. 

Grazie al contributo di migliaia di volontari e operatori, la CRI è in prima linea per sostenere le persone più vulnerabili, con maggiore fragilità sociali e sanitarie, in ogni angolo del Paese. Tra le varie iniziative organizzate dalla Croce Rossa Italiana c’è anche la raccolta di indumenti per i più bisognosi. A differenza di altre associazioni, la Croce Rossa non dispone di appositi cassonetti ma ha dei punti di raccolta fissi presso i comitati locali o organizza delle giornate di raccolta durante l’anno.

L’organizzazione raccoglie non solo scarpe e vestiti, ma anche sacchi a pelo, coperte, piumoni, giacche a vento e tutti quei generi di conforto che possono aiutare le persone senza fissa dimora e i più poveri ad affrontare i periodi più freddi dell’anno. I volontari della Croce Rossa si occupano poi di distribuirli direttamente alle persone che hanno necessità durante le loro uscite serali.

Croce Rossa Italiana

https://www.cri.it/home

Comunità di Sant’Edigio

Sant’Egidio è una Comunità cristiana che si impegna a favore degli emarginati e di chiunque si trovi nel bisogno: anziani, senza dimora, migranti, disabili, detenuti, bambini di strada e delle periferie. Nata in un liceo del centro di Roma nel 1968, oggi è attiva in più di 70 Paesi del mondo. In Italia, la Comunità di Sant’Egidio ha la sua sede principale a Roma ma è presente nella maggior parte delle città italiane.

Tra i vari progetti messi in campo dalla Comunità c’è quello delle città ecosolidali, ovvero dei centri di raccolta dove oggetti di ogni tipo – dal vestiario, alle coperte, ma anche mobili, dischi, ecc. - trovano un nuovo valore.

Tutto ciò che i volontari ricevono viene stoccato e poi consegnato ai poveri vicini o lontani. Ciò che può essere acquistato come modernariato e vintage viene venduto e il ricavato utilizzato per il sostegno ad attività o iniziative di cooperazione nel Sud del mondo.

Attraverso questa iniziativa che coniuga ecologia e solidarietà, i volontari sfruttano ciò che la società scarta per aiutare molte persone in difficoltà e al contempo mirano a combattere la “cultura dello scarto” a favore della “cultura del riuso”.

Internet: https://www.santegidio.org/

Attenzione.Prima di donare i tuoi abiti, verifica che sul cassonetto siano indicati il nome e i contatti dell’ente che li gestisce e informati su Internet o attraverso il Comune su come i tuoi vestiti verranno riutilizzati. Esistono infatti alcuni enti poco affidabili che sfruttano gli abiti donati per creare profitto anziché per scopi benefici.

Attenzione.Prima di donare i tuoi abiti, verifica che sul cassonetto siano indicati il nome e i contatti dell’ente che li gestisce e informati su Internet o attraverso il Comune su come i tuoi vestiti verranno riutilizzati. Esistono infatti alcuni enti poco affidabili che sfruttano gli abiti donati per creare profitto anziché per scopi benefici.

Caritas

Un altro punto di riferimento per la raccolta di abiti usati da donare in beneficienza è la Caritas, associazione religiosa presente in tutta Italia attraverso le parrocchie.

Coloro che desiderano donare i vestiti usati hanno a disposizione due modi: portarli ad un centro di raccolta e distribuzione vestiti della propria parrocchia o depositarli nei cassonetti gialli. A seconda del metodo scelto per la donazione, gli indumenti consegnati seguono due percorsi differenti. Gli abiti donati direttamente ad un punto di raccolta Caritas vengono prima smistati e ordinati, per assicurarsi che siano puliti e in ottime condizioni, e successivamente consegnati alle persone bisognose che si rivolgono alla Caritas Parrocchiale.

Riciclo indumenti usati: i capi non più riutilizzabili vengono ridotti in brandelli e trasformati in stracci per la pulizia o in materiale isolante.

Il vestiario che invece viene depositato nei cassonetti gialli non viene consegnato direttamente alle persone in situazione di necessità, ma viene periodicamente raccolto da cooperative sociali, che impiegano solitamente persone svantaggiate. Segue poi una prima selezione: i tessuti più logori e non riutilizzabili vengono acquistati da aziende che li trasformano in filati con i quali vengono poi realizzati nuovi vestiti, mentre i vestiti in buono stato vengono mandati ad aziende specializzate che si occupano dell’igienizzazione, della selezione e dell’invio ai mercati del terzo mondo per essere rivenduti.

Le Caritas parrocchiali non raccolgono soltanto indumenti, ma anche giocattoli, zaini, borse, articoli per la casa e generi alimentari. Per maggiori informazioni, rivolgiti alla Caritas della tua parrocchia o più vicina a te.

Internet: https://www.caritas.it/

Check.I vestiti conferiti nei cassonetti gialli sono per legge equiparati ai rifiuti. Questo non significa che vengono portati in discarica ma che, a differenza dei vestiti consegnati di persona alle associazioni, non possono essere distribuiti direttamente alle persone in bisogno. I capi vengono trattati e selezionati per essere venduti nei mercatini dell’usato e con il ricavato vengono finanziate iniziative benefiche[2].

Check.I vestiti conferiti nei cassonetti gialli sono per legge equiparati ai rifiuti. Questo non significa che vengono portati in discarica ma che, a differenza dei vestiti consegnati di persona alle associazioni, non possono essere distribuiti direttamente alle persone in bisogno. I capi vengono trattati e selezionati per essere venduti nei mercatini dell’usato e con il ricavato vengono finanziate iniziative benefiche[2].

Conclusioni

Un italiano su due compra più capi di abbigliamento di quanti ne abbia realmente bisogno[3], che di conseguenza finisce inesorabilmente per non indossare o utilizzare di rado. Tutti questi abiti inutilizzati e accumulati nell’armadio, se donati, potrebbero servire per aiutare le persone in difficoltà o supportare un’associazione umanitaria. Perché dunque non controllare periodicamente il guardaroba alla ricerca di quei capi che per un motivo o un altro sono finiti nel dimenticatoio e regalare loro una nuova vita? Donando i tuoi vestiti a un’associazione benefica potrai proteggere l’ambiente, fare una buona azione e farti promotore di un’economia più circolare e sostenibile.

Riferimenti bibliografici:

[1] http://raccoltavestiti.humanaitalia.org/
(consultato in data 15.02.2021)

[2] https://www.laleggepertutti.it/237577_donazione-abiti-usati
(consultato in data 15.02.2021)

[3] https://www.greenpeace.org/italy/rapporto/1777/meta-degli-italiani-compra-piu-abiti-del-necessario/
(consultato in data 15.02.2021)

Immagini tratte da:

iStock.com/Radila Radilova

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