Una donna cerca in Internet le regole per la scelta del nome del suo bambino.

Diritto al nome in Italia: regole e divieti per la scelta e il cambio del nome del bambino

Quando si tratta di decidere il nome del loro bebè, i genitori hanno davvero l’imbarazzo della scelta: possono infatti scegliere tra un nome singolo o doppio, un nome tradizionale o particolare, o perfino un nome neutro. Forse non tutti sanno però che la scelta del nome del bambino deve rispettare determinati limiti imposti dalla legge italiana. In questo articolo abbiamo riassunto le informazioni più importanti sulle regole vigenti in materia di attribuzione del nome, compresi i nomi vietati e gli aspetti da considerare per modificare il proprio nome e/o cognome.

Il nome all’Anagrafe: cosa devono sapere i genitori

Anche se l’ordinamento italiano lascia ampia libertà ai genitori sulla scelta del nome del loro futuro bambino, ci sono però delle regole da rispettare. Questo significa che non esiste una lista di nomi ammessi tra cui scegliere, ma al tempo stesso l’Ufficiale di Stato Civile ha il compito di vigilare sull’idoneità dei nomi scelti dai genitori in base ai criteri stabiliti dalla legge.

Suggerimento.Il diritto al nome di ogni individuo è sancito dall’articolo 6 del Codice Civile. Il nome di una persona deve essere composto da un “prenome”, detto anche comunemente “nome di battesimo”, che viene scelto liberamente dai genitori, e da un cognome, che invece segue delle regole ben precise stabilite per legge.

Suggerimento.Il diritto al nome di ogni individuo è sancito dall’articolo 6 del Codice Civile. Il nome di una persona deve essere composto da un “prenome”, detto anche comunemente “nome di battesimo”, che viene scelto liberamente dai genitori, e da un cognome, che invece segue delle regole ben precise stabilite per legge.

Quali (pre)nomi sono consentiti in Italia?

La legge che disciplina l’attribuzione del nome al neonato non fornisce alcuna indicazione su come i genitori devono scegliere il nome del loro figlio. I genitori sono dunque liberi di sbizzarrirsi nella ricerca del nome e scegliere poi quello che più rispecchia i loro gusti, a patto che non provochi vergogna o imbarazzo al piccolo. Il nome scelto deve rispettare solamente due requisiti:

  • Il nome scelto deve essere riconoscibile come prenome e non deve essere un cognome.
  • Il nome non deve pregiudicare il benessere del bambino.

Le regole e i limiti riguardanti la scelta del nome dei bambini possono essere soggetti a modifiche nel corso del tempo, anche per via dell’influenza di culture diverse. Ad esempio, se fino a poco tempo fa era obbligatorio attribuire a un bambino un nome maschile e a una bambina un nome femminile, oggi anche i nomi di genere neutro sono accettati come in altri Paesi europei ed extraeuropei.

Quali sono i nomi per bambini vietati per legge in Italia?

Il primo criterio da rispettare riguarda il divieto di assegnare al bambino o alla bambina nomi ridicoli o vergognosi. Altri nomi vietati sono:

  • nomi che rimandano a ingiurie, sfortune, handicap o tutto ciò che possa essere offensivo, come ad esempio Satana o Lucifero;
  • nomi geografici, ad eccezione di Italia, Asia, Europa e America;
  • nomi interi di personaggi storici, specialmente se legati ad avvenimenti storici negativi come Benito, Adolf, ecc.;
  • nomi legati a personaggi letterari (Gatsby, Madame Bovary), cinematografici o televisivi (Hannibal Lecter, Walter White, Dracula), o ispirati ai cartoni animati;
  • nome del papà o della mamma viventi, nemmeno aggiungendo la dicitura “Junior” come avviene negli Stati Uniti, né del fratello o della sorella viventi per evitare confusione di identità.

È inoltre vietato imporre ai figli di genitori sconosciuti nomi o cognomi che richiamino la loro condizione. In passato, infatti, era comune dare a questi bambini cognomi come Esposito, Trovato, e simili.

Per quanto riguarda i nomi stranieri è importante inoltre ricordare che devono essere espressi con le lettere dell’alfabeto italiano, incluse le lettere J, K, X, Y, W, eventualmente anche con i segni diacritici propri dell’alfabeto della lingua di origine.

Check.La legislazione italiana impone anche un limite al numero di nomi che è possibile attribuire al proprio figlio. È possibile dare al bambino un massimo di tre nomi, separati o meno dalla virgola. Eventuali nomi che seguono il terzo non hanno validità legale.

Check.La legislazione italiana impone anche un limite al numero di nomi che è possibile attribuire al proprio figlio. È possibile dare al bambino un massimo di tre nomi, separati o meno dalla virgola. Eventuali nomi che seguono il terzo non hanno validità legale.

Come viene attribuito il cognome al bambino?

Nella stragrande maggioranza dei casi, in Italia i figli prendono automaticamente il cognome del padre. Questa usanza così antica e consolidata deriva dal fatto che l’attribuzione del cognome paterno rappresenta il riconoscimento formale della paternità, dal momento che la maternità è sempre sicura. Esistono tuttavia delle eccezioni:

  • Doppio cognome: da qualche anno è consentito aggiungere al cognome del padre quello della madre direttamente all’Anagrafe. Se i genitori lo desiderano, possono dare al figlio appena nato entrambi i cognomi, facendo seguire quello materno a quello paterno. Questa procedura è valida sia per le coppie coniugate, conviventi che per i figli adottati. Inoltre, il doppio cognome potrà essere attribuito, al momento della nascita, solo se entrambi i genitori sono d’accordo.

  • Il bambino nato da genitori non sposati assume il cognome del genitore naturale che per primo lo riconosce. In questo caso, dunque, se il padre non riconosce il figlio, questo prende automaticamente il cognome della madre. Se invece il riconoscimento viene effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio acquista il cognome del padre.

A differenza di altri Paesi europei, ad oggi in Italia risulta impossibile attribuire ai neonati il solo cognome della madre, a meno che questa non sia l’unico genitore a riconoscere il figlio. La legge italiana prevede inoltre che i genitori non possano dare ai figli comuni cognomi diversi, né dare loro il doppio cognome ma in diverso ordine.

Le mani di una mamma formano un cuore mentre stringe i piedini del suo bambino.

Cambiare nome e cognome all’Anagrafe

L’ordinamento giuridico italiano prevede la possibilità di cambiare il proprio nome e il proprio cognome per i motivi più svariati. Sebbene la procedura sia più semplice ed economica di quanto si possa immaginare, il cambiamento del nome/cognome ha carattere eccezionale ed è ammissibile soltanto in presenza di particolari situazioni.

Motivazioni valide per cambiare nome

La legge italiana indica alcune cause tassative per cui è possibile modificare il proprio nome, come nel caso di nomi ridicoli, vergognosi o che rivelino l’origine naturale del soggetto. Oltre a queste, la richiesta di mutamento può essere motivata anche da motivi soggettivi ed atipici, purché meritevoli di tutela. Detto in parole semplici, non è possibile modificare il nome in qualsiasi momento e a proprio piacimento (ad esempio solamente perché il proprio nome non incontra i propri gusti), ma servono presupposti specifici. Alcune motivazioni valide potrebbero essere ad esempio:

  • per sanare discrepanze tra documenti
  • per motivi di carattere religioso
  • mutamento di sesso
  • perché in ambito famigliare, lavorativo o sociale si è già conosciuti con il nome che si intende acquisire

Il cambio del nome non riguarda solamente la sostituzione del proprio nome con uno nuovo ma anche la possibilità di modificare una o più lettere o aggiungerne uno a quello già in possesso. La domanda con la richiesta del cambio del nome deve essere presentata alla Prefettura di competenza e deve indicare espressamente i motivi per i quali si chiede tale mutamento. L’autorità preposta valuterà caso per caso se le motivazioni sono valide e meritevoli di essere prese in considerazione.

Cambiare cognome: in quali casi è possibile?

La stessa procedura e le stesse regole valgono anche se si desidera cambiare cognome. Anche in questo caso, non può trattarsi del semplice desiderio di cambiare il cognome e la richiesta deve essere motivata e dimostrata attraverso una documentazione significativa. Ecco alcuni esempi:

Aggiungere il cognome materno in età adulta

Le persone maggiorenni possono aggiungere il cognome materno al proprio senza particolari requisiti. Se invece si desira rinunciare al cognome paterno per ottenere l’attribuzione del solo cognome della madre sono necessarie delle motivazioni specifiche.

Aggiungere il cognome del padre riconosciuto successivamente

Se il riconoscimento del padre avviene in un secondo momento, il figlio maggiorenne può fare richiesta di aggiungere o sostituire il cognome del padre a quello della madre.

Aggiunta del cognome del nuovo compagno/marito della madre

Con il consenso del padre biologico (se reperibile) è possibile richiedere l’aggiunta del cognome del compagno o del secondo marito della madre.

Cognome del figlio adottivo

Il bambino adottato acquista il cognome del genitore adottivo. Tuttavia, se in seguito il figlio lo desidera, può fare richiesta di portare il suo vero cognome, ovvero quello del padre biologico, o di aggiungerlo al cognome del padre legale.

Attenzione.Esistono due opzioni per iscrivere un bebè all’Anagrafe: entro tre giorni dalla nascita direttamente presso la struttura sanitaria dove è avvenuto il parto, la quale si occuperà di comunicare l’iscrizione al Comune, oppure direttamente presso l’Ufficio di Stato Civile entro dieci giorni dal parto.

Attenzione.Esistono due opzioni per iscrivere un bebè all’Anagrafe: entro tre giorni dalla nascita direttamente presso la struttura sanitaria dove è avvenuto il parto, la quale si occuperà di comunicare l’iscrizione al Comune, oppure direttamente presso l’Ufficio di Stato Civile entro dieci giorni dal parto.

Riferimenti bibliografici:

https://informa-press.it/nomi-vietati-bambini-legge-italia/
(consultato in data 23.02.2021)

https://www.nostrofiglio.it/gravidanza/nomi-per-bambini/quali-nomi-sono-vietati-per-legge-in-italia-il-caso-di-blu
(consultato in data 23.02.2021)

https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-6-codice-civile-diritto-al-nome
(consultato in data 23.02.2021)

https://www.cognomix.it/news-258-cambiare-nome-e-cognome-guida-pratica.php
(consultato in data 23.02.2021)

https://www.money.it/Cambiare-nome-anagrafe-come-fare-procedura-costo
(consultato in data 23.02.2021)

https://www.laleggepertutti.it/151357_il-figlio-adottivo-puo-mantenere-il-suo-vero-cognome
(consultato in data 23.02.2021)

https://www.cognomix.it/cognome-materno.php
(consultato in data 23.02.2021)

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