Riti e tradizioni pasquali – Origini che si perdono nella notte dei tempi

Riti e tradizioni pasquali – Origini che si perdono nella notte dei tempi

Puntuale come ogni anno, l’arrivo della primavera porta con sé le celebrazioni della Pasqua. Uova di cioccolato, fiori e pulcini invadono le case degli italiani, mentre i giorni del calendario vengono scanditi da funzioni religiose e processioni. Se le origini di alcune di queste tradizioni secolari rimangono un mistero irrisolto, molte altre affondano le loro radici nella cultura cristiana e pagana.

Seguici in questo viaggio alla scoperta delle tradizioni più antiche e curiose del Bel Paese!

Qual è il significato della Pasqua?

Perché festeggiamo la Pasqua? Cosa si cela dietro ai rituali che siamo abituati a dare per scontato? Moltissime testimonianze confermano l’esistenza di celebrazioni e feste con cui gli antichi si congedavano dall’inverno per dare il benvenuto alla primavera. Dai riti pagani a quelli cattolici ed ebraici, la genesi delle nostre usanze va cercata in un labirinto di credenze religiose e non.

Qui trovi solo alcune delle possibili origini della Pasqua:

  • Gli antichi erano soliti celebrare l’arrivo della primavera con balli propiziatori, canti e sacrifici agli Dei. Si pregava per un raccolto abbondante, una terra fertile e un buon inizio nel nuovo anno.
  • La Pasqua viene spesso associata alla tradizione giudaica, in particolar modo alla festa del “Pessach” (letteralmente “oltrepassare”). La Pasqua ebraica celebra la fine della schiavitù del popolo ebraico e l’esodo dall’Egitto.
  • La maggior parte dei nostri rituali pasquali affondano le loro radici nella cultura cristiana. I giorni che scandiscono la Settimana Santa vengono riportati nelle Sacre Scritture e ripercorrono gli ultimi momenti della vita di Gesù, dal tradimento di Giuda fino alla Resurrezione.

La Settimana Santa – Cosa festeggiamo in questi giorni?[1]

  • Giovedì Santo: è il giorno che segna l’inizio del Triduo pasquale. Il ricordo corre all'Ultima Cena e al bacio con cui Giuda consegna Gesù ai romani, decretandone di fatto la morte. Ancora oggi si richiama alla mente questo momento con il rituale della “lavanda dei piedi”, con cui si rivive l’atto di umiltà di Gesù che lava i piedi ai dodici Apostoli.
  • Venerdì di Pasqua: nel primo pomeriggio iniziano messe e commemorazioni della Passione e morte di Gesù. In molte città italiane hanno luogo suggestive rievocazioni che ricordano il percorso verso il Golgota. La Via Crucis più nota è quella che si snoda per le strade di Roma.
  • Sabato di Pasqua: è un giorno di riflessione, calma e silenzio. Le Chiese rimangono buie, spoglie di ornamenti e spesso prive di crocefisso. Alle 22 inizia la Veglia Pasquale che si conclude verso mezzanotte con l’annuncio della resurrezione di Cristo. Per sottolineare la solennità del momento, le chiese suonano le campane a festa.
  • Domenica di Pasqua: i festeggiamenti raggiungono finalmente il loro culmine. Passeggiate all’aria aperta, pranzi succulenti e attività con amici e parenti scandiscono la domenica delle famiglie italiane. Di mattina ci si reca in chiesa per la messa che celebra la Resurrezione di Cristo.
  • Lunedì dell’Angelo (più noto come lunedì di Pasqua o Pasquetta): è il giorno in cui ricordiamo l’incontro tra le pie donne, dirette al sepolcro di Gesù, e l’angelo che annuncia loro che Cristo è risorto.

Siamo soliti definire la Pasqua una “festa mobile”. A differenza del Natale, ogni anno corriamo a controllare sul calendario “quando cadranno” le celebrazioni (e quindi le vacanze). Senza perdersi in calcoli troppo complessi, basta sapere che la Pasqua coincide con la domenica successiva alla prima luna piena che si verifica dopo l’equinozio di primavera. Per questo motivo, la festa deve avere luogo in un periodo compreso tra il 22 marzo e il 25 aprile.

AttenzioneIl periodo pasquale inizia con il Mercoledì delle Ceneri, giorno che conclude il Carnevale e segna l’inizio della Quaresima.

AttenzioneIl periodo pasquale inizia con il Mercoledì delle Ceneri, giorno che conclude il Carnevale e segna l’inizio della Quaresima.

Riti e tradizioni – Come si festeggia la Pasqua in Italia?

Quando sentiamo la parola Pasqua, i nostri pensieri corrono immediatamente a uova di cioccolato, colombe, cestini con coniglietti e pulcini e fiori dalle tonalità pastello. Qui trovi un breve elenco delle tradizioni più diffuse:

Dalla Domenica delle Palme alle rievocazioni in costume

La Pasqua è una festa cattolica, accompagnata da messe, processioni e rituali religiosi ancora molto sentiti lungo tutto lo Stivale. Durante la domenica che precede la Pasqua, ad esempio, viene commemorata l’entrata di Cristo a Gerusalemme. Processioni e cortei di fedeli che sventolano rami di ulivo o palme riempiono le strade di quasi tutte le città italiane.

Il Venerdì Santo vede invece l’organizzazione di rievocazioni in costume della Passione di Cristo. Figuranti e fedeli riportano in scena il martirio di Gesù, scandendo la salita al Golgota con passi delle Sacre Scritture e musica.

Le uova di cioccolato

Le uova sono da sempre simbolo di vita e rinascita. L’usanza di regalare uova di cioccolato, però, è relativamente recente e si deve ad un’azienda dolciaria inglese, la Cadbury. È comunque solo ad inizio secolo che, con la produzione di uova di cioccolato al latte, la tradizione inizia a diffondersi oltre Manica, conquistando anche il Bel Paese. L’idea di aggiungere una sorpresa all’interno delle uova porta invece la firma del famoso orafo Fabergé che, rifacendosi alla tradizione russa delle matriosche, realizzò per la zarina Maria di Russia un gioiello a forma di uovo che conteneva una seconda sorpresa.[2]

CheckL’invenzione della pastiera napoletana viene attribuita alla figura mitologica di Partenope. Secondo un rito pagano, i cittadini di Napoli onoravano la sirena con il dono di 7 prodotti della loro terra. Un mix sapiente degli ingredienti ricevuti avrebbe portato alla nascita del dolce napoletano.[3]

CheckL’invenzione della pastiera napoletana viene attribuita alla figura mitologica di Partenope. Secondo un rito pagano, i cittadini di Napoli onoravano la sirena con il dono di 7 prodotti della loro terra. Un mix sapiente degli ingredienti ricevuti avrebbe portato alla nascita del dolce napoletano.[3]

La colomba pasquale

Non esiste famiglia italiana che non finisca il pranzo di Pasqua con una bella fetta di colomba. Ma quali sono le origini di questo dolce? Impossibile dirlo, visto che le leggende legate alla nascita di questa prelibatezza tutta italiana sono praticamente infinite. Tra le tante, quella della regina longobarda Teodolinda. Si narra infatti che intorno al 610 la regina abbia accolto l’arrivo a corte di San Colombano con un banchetto degno di un re. Trattandosi però di periodo di Quaresima e digiuno, il santo si trovò obbligato a declinare il dono e, per non offendere i sovrani, trasformò i piatti che imbandivano la tavola in bianche colombe di pane.

Per i meno romantici, l’invenzione della colomba è da attribuire ad un pubblicitario mantovano, Dino Villani, che negli anni 30 pensò ad un dolce che potesse sostituire la produzione del panettone durante i mesi primaverili.[4]

L‘agnello

L’usanza di mangiare l'agnello deriva dalla tradizione ebraica del Pessach. In realtà, il rituale dell’agnello sacrificale, con il quale propiziarsi il volere degli Dei, esisteva già in molte culture pregiudaiche. La lana bianca è da sempre un simbolo di purezza, ma l’agnello viene associato all’idea di vita perché offre carne per mangiare, lana per i vestiti e latte per dissetarsi.

Il picnic di Pasquetta

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Questo modo di dire trova conferma soprattutto dopo i pranzi di rito della domenica. Il lunedì si dedica a gite fuori porta, visite ai musei, passeggiate o scampagnate in bicicletta. Inutile negare che si tratta anche di una pratica soluzione per finire gli avanzi del giorno prima e svuotare il frigorifero. La torta Pasqualina è deliziosa anche fredda e non può quindi mancare nel tuo cestino per il picnic.


È praticamente impossibile citare tutte le tradizioni che accompagnano questo periodo dell’anno, soprattutto se si considera che ogni regione, se non addirittura città o famiglia, custodisce usi e costumi propri. Si tratta spesso di rituali che non travalicano i confini dei singoli paesi e il cui significato va lasciato ad interpretazioni personali.

Scopri qualche idea originale per rendere memorabile la prossima Pasqua!

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SuggerimentoIl Giovedì Santo, in Alta Badia, è tradizione riunirsi con tutta la famiglia per colorare le uova. In questa località le uova sono anche un simbolo d’amore che le ragazze regalano ai loro spasimanti.[5]

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Riferimenti bibliografici:

[1]http://esserecristiani.com/index.php?option=com_content&view=article&id=69:i-giorni-della-settimana-santa&catid=49:settimana-santa&Itemid=69
(consultato in data 24.02.2020)

[2]https://www.lacucinaitaliana.it/news/in-primo-piano/perche-a-pasqua-si-mangiano-le-uova-di-cioccolato/
(consultato in data 24.02.2020)

[3]http://www.pastiera.it/leggenda-pastiera/
(consultato in data 24.02.2020)

[4]https://www.lacucinaitaliana.it/news/in-primo-piano/colomba-di-pasqua-storia/
(consultato in data 24.02.2020)

[5]https://www.gustosamente.it/uova-colorate-pasquali/
(consultato in data 24.02.2020)